
Periodico sit-in a Bologna,
caratterizzato da un dialogo animato con magistrati e avvocati "on the road", non proprio all'insegna dell'ottimizzazione del rapporto, spesso momenti animati hanno caratterizzato i confronti, momenti certamente sintomatici del disagio che alcune persone vivono sulla loro pelle, dei quale abbiamo profondo rispetto, ma invitiamo tutti ad acquisire uno sguardo più largo e ampio. Va altresì evidenziato che in alcune persone è radicata la convinzione che il senso di giustizia sia qualcosa di "personale" e non vi siano altri spazi di confronto. Sappiamo bene che purtroppo la giustizia non funziona così e nemmeno la legge che ha difficoltà ad essere interpretata e viene spesso "pilotata" senza troppi "distinguo", anche per questo la nostra presenza è stata una testimonianza determinante, il materiale distribuito ha testimoniato ancora una volta di più che siamo attenti alla scena sociale, alle sentenze e alle interpretazioni che nella loro forma creano presupposti per la mancata certezza del diritto e garantiscono il perdurare del conflitto. Ancora una volta ci siamo prodigati a mostrare che la realtà è talmente enorme che non la si nascondere nemmeno il dito di un gigante.
La nostra delegazione costituita da Roberto Castelli e M. Antonia Lenti della sede di Parma è stata accolta dal Presidente Dott. Maurizio Millo che come sempre ci ha riservato la sua accoglienza nonostante il caos in cui è stato accompagnato il suo arrivo al lavoro, in quell'incontro abbiamo potuto ricordare alcuni personalismi interpretativi tipici dei magistrati come la pratica dell' assegno che ha preso lo spazio della "contribuzione per parte" e la potente assimetria delle collocazioni in ambito di affido condiviso. Ancora il Dott. Millo ha sostanziato che il litigio fra coniugi è elemento di giudizio negativo in ambito di affido, disconoscendo alla 54/2006 una precisa indicazione in merito al litigio come elemento ininfluente e la considerazione che la tutela del minore sia salvaguardada da un affido pressochè esclusivo è la tesi che sostiene e che sosterrà finchè non farà la sua comparsa il tribunale della famiglia a cui passerà volentieri "il testimone".Il Dott.Millo ci ha invitato a produrre documentazioni chiare ed esplicite sulla volontà di ogni genitore che si presenti al tribunale dei minori, esplicitando gli aspetti relativi alla cura della prole e la capacità di farsi carico realmente del minore in tuttti gli aspetti della sua vita, sono elementi di cui non possono esimersi di prendere atto , se lo si manifesta con capacità magari con un progetto d'intenti e con la massima disponibilità alla collaborazione fra genitori, allora si è sulla buona strada...
Insomma all'apparenza se un genitore sa quello che vuole e lo dice nella maniera giusta pare che venga ascoltato se non ha alle spalle situazioni pesanti, violenze eccessi e magari se ha una ex disponibile al dialogo ( ma.... gli altri?) .... e alla peggio, dopo qualche mese, minimo 6 può sempre chiedere la revisione dellla sentenza....e dopo questi consigli ci viene spontanea una riflessione... ..sanno tutti cosa che indica la L.54/2006 ?.
Roberto Castelli










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