15.5.09
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25 commenti:

  1. Leonardo ha detto...

    Così la giustizia ti ruba i figli e non solo....!
    salve,
    Mi chiamo Giuseppe Pasqui, ho 51 anni e risiedo a Castelmaggiore (Bo), sono tra i fondatori della associazione “genitori sottratti”, confesso che erano anni che maturavo l'idea di poter rendermi utile a coloro che a seguito di una separazione, si trovano loro malgrado ad esser allontanati dai propri figli senza validi ragioni. Sarà perché io stesso ho vissuto e sto tutt'ora vivendo sulla mia pelle una lunga e dolorosa separazione,chiesta,voluta e ottenuta dalla mia ex moglie che mi induce a ritenere,con estrema consapevolezza genitoriale,che il “tribunale” sia il luogo più inidoneo per la gestione del diritto di famiglia, ed in particolare in materia di separazione e affido dei figli. la percezione conseguente e' di ingiustizia, frustrazione e di abuso subito tanto più dalla legge "quale sistema che amministra la giustizia”. Per non parlare degli strascichi dolorosi dopo anni di attesa,dettato da un “sistema giustizia” che sottrae i figli a chi li ama veramente senza prima attuare doverose distinzioni fra persona e persona, scevre da ogni sorta di pregiudizio di genere. Stanco e profondamente indignato nel constatare di quanto accade nelle aule dei tribunali, capaci di "espropriarti" della casa sudata dopo anni di duri sacrifici, privandoti persino dei ricordi, gli amici, i vicini, costretto a continui traslochi, sobbarcandomi pure l'onere a pagare l'affitto e lontano dal posto di lavoro. ma niente a confronto del sacrosanto diritto-dovere di continuare ad essere padre a pieno titolo: “diritto pagato a caro prezzo..dove gli unici a guadagnarci sono proprio coloro che senza alcuno scrupolo, giocano coi tuoi sentimenti, rendendo di fatto i nostri figli orfani di genitori vivi...!” Le leggi, non dovrebbero mai occuparsi dei sentimenti, in quanto tolgono la libertà' di amare e non solo...senza che nessuno si accorga di questa violenza! un vero inferno di cui non potevo certo immaginare il giorno in cui la mia ex moglie decise di “buttarmi” in mezzo ad una strada. Si va a separarsi,a liquidare una famiglia, di amore, di figli, di equilibri, insomma tutto cio su cui si basano i nostri affetti e da cui trae vita e speranza la nostra società'...con la stessa leggerezza con cui si va al bar a bere un caffè'. Questo e' un mondo pazzo. Ancor oggi quando sento parlare di diritto della famiglia, mi si accappona la pelle,sarebbe meglio infatti precisare di diritto di un solo componente della famiglia, l'altro ha solo doveri. Elencarli sarebbe ancor piu' inutile e dispendioso come lo è' per qualsiasi cittadino che si appella alla giustizia sperando d’ottenere almeno un po' di equità'. Dopo quasi 4 anni di inutili e dispendiose battaglie legali passati dentro i tribunali, a distanza di 3 anni fortunatamente alcune cose sono cambiate, mio figlio divenuto maggiorenne, ha scelto di venire a vivere con me. Supponevo o almeno credevo che invertendo i ruoli tra genitori,godessi dello stesso trattamento riservato per anni alla madre, anche in seguito al fatto che non disponendo di altre unita' immobiliari, oltre quella in comproprietà' occupata dalla ex moglie, verso ogni mese il canone d’affitto e partecipo a tutte le spese straordinarie della casa in comproprietà', mentre la ex moglie, pur disponendo di reddito proprio, non contribuisce in alcun modo, neanche alle spese mediche del figlio.Sebbene disponga di proprietà' immobiliari ereditate oltre 7 anni fa, occupa gratis la casa in comproprietà' assegnatole dal giudice quasi 7 anni addietro.

  2. Leonardo ha detto...

    Richiedo al tribunale, vista la situazione e le condizioni economiche non certo da fame della ex moglie, di contribuire al mantenimento e al sostegno economico a favore del figlio, come peraltro mi prestavo a fare io, per gli anni che mio figlio viveva con la madre. Dopo quasi 2 anni, il giudice dispone a carico della ex moglie a corrispondere per il mantenimento del figlio, non economicamente indipendente, la miserevole somma di 80 euro mensili a far data dalla pubblicazione della sentenza, intendendosi regolato (bonta' sua) il periodo precedente.! Conclude disponendo a mio carico all'intero esborso relativo alle spese straordinarie necessarie per il figliolo, sollevando la madre da qualsiasi corresponsione...! e non finisce qui, e' constatato che i presupposti per l'assegnazione del domicilio coniugale, di cui continua a godere gratis esclusivamente la ex moglie,viene rigettata, motivando con quanto descritto: "infatti, il figlio decideva liberamente di trasferirsi con il padre,in altra abitazione del padre presa in locazione,così' dimostrando di avere reciso il legame fatto di abitudini ed affetti che gli aveva sempre fatto preferire rimanere nella casa coniugale. “Tutto questo deciso da un giudice senza essersi mai degnata di ascoltare o tantomeno interpellare mio figlio, decidendo e sostituendosi a lui in tutto e per tutto,persino negli affetti..bensì' e' vero esattamente il contrario, a malincuore e' stato costretto a dover lasciare la casa dove oltre ad aver vissuto la sua infanzia, conserva ancor oggi tutti gli amici e vicini di casa, ma per forza di cose volendo vivere col padre, sembra destinato a subire pure lui la stessa punizione...! ma non credo d’esser l'unico ad aver subito tanto accanimento giudiziario e invito chiunque sia passato in questo inutile e dispendioso “bagno di sangue” a contattarmi via e-mail. Confesso che tutto ciò' mi ha un bel po' affaticato e mi ha almeno presentato, anche se non del tutto fatto accettare,una scala di valori assai diversi in tema di separazioni e divorzi,tanto da pensare che questa e' la giustizia delle donne,gestita dalle donne, a favore delle donne. Se poi consideriamo i tempi vergognosi di cui si prende la giustizia, ci troviamo che fanno prima i nostri figli a divenire maggiorenni e, come nel mio caso e di tanti altri, sono i figli stessi a fare giustizia, decidendo di andare a vivere con l'altro genitore,che in maniera ignobile gli era stato sottratto. Intanto i momenti e gli anni persi con i tuoi figli, stai sicuro che non c'e' nessun giudice in grado di restituirteli. Pur nonostante vi sia una legge ben precisa in merito, legge 54/2006, meglio conosciuta come “affidamento condiviso”, ancor oggi purtroppo regna molta discrezionalità' ed incertezza nell'applicarla da parte della magistratura. Stiamo assistendo ad un vero "golpe" istituzionale; la magistratura si sostituisce impunemente a quanto approvato dalla legislatura. Pazzesco!

  3. Leonardo ha detto...

    Ormai e' sotto i riflettori di chiunque constatare di quanto stia accadendo in questo “strano” paese, sembra ormai che l'unico vero reato,consista nell'esser onesti e a pretendere il rispetto della legalità'; manca la certezza della pena, ma se ci guardiamo attorno, constatiamo che manca pure la certezza del diritto, persino quella dei bambini ad avere accanto entrambi i genitori, anche dopo la loro separazione. La responsabilità'..? servizi sociali, avidi avvocati, i tribunali...e pure il silenzio di tanti. Pensate che questa sia un' accusa.? Si lo e'...e senza timore di smentita. Come scrisse Socrate: "Chi assiste al male senza opporvisi, non e' certo migliore di chi lo compie". Chi presta il fianco a chi cerca vantaggi personali conquistandoli sulla pelle dei figli, non può' esimersi dalla propria complicità'...la peggior complicità' che io conosca. L’aumento esponenziale di separazioni e divorzi, ha allontanato fisicamente molti padri dalla casa dei figli. Si calcola che oggi in Italia ci siano circa 8 milioni di genitori separati, con 140 mila separazioni/divorzi solo nel 2007,che hanno coinvolto oltre 91 mila bambini e ragazzi, i tempi medi di permanenza dei figli con il padre sono stimati ancora solo al 18% rispetto al 72% che i tribunali concedono alla madre (dati Istat) . Eppure in questi ultimi anni qualcosa sta cambiando e sembra farsi avanti, nella coscienza di educatori e genitori, ma anche degli studiosi e dei terapeuti, la consapevolezza che l'interruzione della catena padri-figli stia alla radice del forte disagio espresso dai giovani. Il grido di dolore che si leva dai figli senza padre e dai padri cui sono stati tolti i figli costringe la nostra società' a interrogarsi sui guasti creati dall'assenza del padre. E questo dovrebbe indurre molti a sforzarsi e a riflettere.
    giuseppe pasqui
    e-mail :giuseppe.pasqui@poste.it

  4. Anonimo ha detto...

    vedo che qui a parlare sono tutti uomini, dove sono le donne? Vi racconto invece il mio sfogo da donna straniera in terra italiana. Per il lui italiano sono venuta in Italia e convivo da ormai 17 anni. Ho imparato l'italiano, avevo il mio lavoro e indipendenza economica. Ho sempre rispettato l'Italia e "pagato le tasse". Pero' non mi sono mai adeguata alla mentalità italiana e soffrivo tanto l'allontanamento dal mio paese e familiari. Ogni volta che potevo tornavo "in patria", spesso da sola o per le ferie. Abbiamo un bellissimo figlio piccolo e nonostante le mie difficoltà e desiderio di tornare nel mio paese la sua risposta è stata no! Non mi considero una persona speciale o fuori testa ma cerco di usare il buon senso in tutto. Credo che prima di buttare sui figli tutte le nostre problematiche da genitori, gli adulti dovrebbero imparare ad ascoltare e capire la loro "dolce" metà piuttosto di chiudersi in un silenzio consensuale o peggio in una incomunicabilità suicida. Uomini e donne. Quando ci sono figli in questi casi perdono tutti, lui, lei, i bimbi. Per tanti motivi l'ho lasciato. E adesso? Adesso sono una madre cattiva che porterà via suo figlio, magari obbligata da un tribunale a vivere in Italia dove non ho nessuna famiglia o appoggio o tanto meno futuro. Dove sono i miei diritti di vivere dove voglio? Dove sono i diritti di contatto con i nonni materni? O di contatto con la cultura materna? Non voglio un assegno mensile, o la casa o essere mantenuta o trascinarlo tutto in tribunale per qualsiasi cavolata umana come fanno tante persone. Vorrei il diritto di stare bene e di conseguenza essere una buona madre. Lui è un bravo padre ma io non sono una madre cattiva. Non li avrei mai negato alcuna visita o contatto pur lontano con suo figlio come invece farà lui. Le cose non sempre sono bianco/nero come spesso le dipingete su questo sito. Ma, presa dalla disperazione, mi chiedo se sia poi cosi sbagliato scappare via come fanno tante mamme magari davanti a queste ingiustizie. La "giustizia" italiana favorisce la donna, ma non quella straniera.

  5. Roberto ha detto...

    Rispondo alla mamma straniera, Cara mamma anonima, mi spiace per la tua avventura, lo stato italiano ha tanti problemi e quello di tutelare i figli non è certo un aspetto di cui può essere orgoglioso, se fosse quello tedesco, nessuno e nemmeno tu, potresti avere la possibilità mai di portare via il tuo bambino, in Italia molto spesso il problema è esattamente il contrario, madri ( e raramente padri) che scappano coi figli e capirai che davanti a queste cose, non sia facile immaginarsi che una donna che viene in Italia e qui crea una famiglia, si porti via il figlio se l'altro coniuge non è d'accordo. Tu ti dichiari una brava persona e che non vorresti togliere il figlio a tuo marito, e probabilmente è vero, ma ti posso garantire che i grandi abusi vengono commessi proprio dalle donne come te che essendo di un altra nazione si portano via i figli e non li riportano più, ne al padre, nè ai nonni nè ai parenti italiani. Mi spiace davvero che tuo marito non sia una persona sensibile al tuo problema e che ti crei dei problemi, potresti dirgli di diventare nostro associato e gli isegneremmo cosa significa la Bigenitorialità, l'arte di amare i figli anche dopo la separazione e con pieno rispetto di tutti.

    R.Castelli

  6. Anonimo ha detto...

    Le dirò una cosa Signora, senza conoscere la sua storia, senza voler entrare nel merito delle sue scelte,senza esprimere giudizi: vostro figlio, non merita di essere allontanato dal padre: cosa direbbe lei se si trovasse nella condizione opposta, se fosse lei a dover vedere suo figlio una volta ogni due settimane, se fosse lei a dover prendere un aereo per passarci del tempo insieme, pur con la massima libertà: cosa direbbe? sarebbe ancora convinta che si tratti di una condizione equa? provi per un attimo anche lei ad uscire dal suo di punto di vista e provi a pensare dove è il diritto di suo figlio di vivere lontano dal padre? può scegliere lei per suo figlio? lo ha forse generato da sola? non credo. Questa è la bigenitorialità: la responsabilità di essere dei buoni genitori, equamente presenti, anche quando non si è più insieme e non c'è nè si aspetti che sia un giudice o un tribunale ad attuarla. Qui non troverà una setta di misogini, ma dei genitori, dei padri, che si battono ogni giorno per difendere il diritto di ogni genitore, sia esso madre o padre, a stare con i propri figli senza venire preso in giro da una "giustizia" che tramite i figli cerca di fomentare solo il ricatto di una parte verso l'altra. Ci venga a trovare ad una delle ns. manifestazioni, vedrà che non abbiamo due teste e dieci braccia, la aspettiamo. Buona sera. Gabriele Bartolucci

  7. Anonimo ha detto...

    MILANO 15/07/2009 - Una madre ospitata in una casa di accoglienza di Milano insieme alle due figliolette e con il divieto di allontanarsi, questa mattina è sparita con le piccole di due e tre anni. Lo hanno reso noto i legali del padre delle due bimbe, gli avvocati Piero Magri e Alessandro Racano. Gli avvocati hanno spiegato che il loro cliente, un libero professionista milanese separato dalla moglie romena, oggi avrebbe dovuto recarsi alla casa famiglia per prendere le bambine per trascorrere con loro il pomeriggio. Ma alle 12.30 l'uomo ha ricevuto dalla struttura una telefonata in cui gli è stato comunicato che la ex moglie e le due figlie erano «sparite» dalle 11. Subito sono state allertate le forze dell'ordine.

    La donna si trovava nella casa famiglia con le bambine su disposizione del giudice civile che così aveva deciso in sede separazione giudiziale. Separazione molto burrascosa fino al punto che il professionista era stato denunciato dalla moglie per violenza sessuale nei confronti della figlia di 3 anni. Il giudice aveva così stabilito che le bambine fossero affidate al comune e collocate in struttura idonea 'preferibilmente con la madre'. L'uomo era finito sotto inchiesta, ma il gip la scorsa settimana ha archiviato il caso. Secondo quanto riferito dai due legali oggi il professionista, dopo aver saputo che la ex si era allontanata con le due figlie dalla struttura, è andato a cercare lei e le piccole nello stabile dove lavora la ex suocera come portinaia, senza però trovarle. Dopo di che si è recato di persona presso la casa famiglia dove ha constatato quel che era accaduto. Il professionista nel pomeriggio, come ha fatto sapere l'avv. Magri, andrà a sporgere denuncia. Intanto la polizia sta cercando la donna e le piccole e ha diramato la foto di lei anche agli uffici di frontiera.
    Laura Marinaro

  8. mauro ha detto...

    Qualcuno puo dare una risposta alla domanda che tanto mi assilla.
    mauro


    Mia moglie ha chiesto la separazione ,viviamo in una casa in affitto e la nostra situazione economica ultimamente non è tra le migliori,ora come ora non possiedo un lavoro stabile,il mio ultimo reddito è stato di circa 10 mila €, mia moglie lavora stagionalmente e il suo reddito dimostrabile è di circa 4 mila € all‘anno. L’affitto è di circa 650 € al mese, dobbiamo circa 20 mila € alla banca da restituire in ratte da 500 € al mese più si aggiungono tutte le altre spese.Dovendo vivere separatamente in diverse case come chiede mia moglie,con aggravio delle spese che ognuno di noi dovrà sostenere e vista la nostra situazione economica c’è possibilità che nostro figlio 15enne ci venga tolto e affidato ai servizi sociali?
    P.S. mia figlia maggiorenne vive per conto suo e ha un lavoro stabile
    Anticipatamente Grazie

  9. Gabriele Bartolucci ha detto...

    E' inevitabile, caro Mauro, che se tu e la tua futura ex moglie non riuscite a trovere non un accordo ma , per il bene dei vs. figli, un comune modo di agire, è inevitabile -dicevo- che finiate nel mirino dei Servizi Sociali per cui, nel sommo interesse dei vs. figli, trovate un equilibrio e gestite la cosa "in casa" magari con l'aiuto di uno psicologo ed un avvocato che non pensi a farvi scannare ma a darvi delle regole per evitare che ciò avvenga. Diversamente si aprirà la porta sull'abisso dei Servizi Sociali, e da quello che puoi leggere anche solo sul ns. sito, comprenderai che non solo non ci saranno vincitori ma solo delle vittime che avranno le facce dei figli,non cì sarà neppure una soluzione. Fino a prova contraria i Servizi Sociali si fondano sui problemi, non li risolvono. Gabriele Bartolucci

  10. Anonimo ha detto...

    E' dietro all'angolo il rischio per ogni padre separato che venga confuso per maschilista, sono tanti coloro che non s'immaginano cosa accade ad un genitore uomo che si separa e pensano subito che sia contro il genitore femmina, ma è solo un modo per ignorare convenientemente quello che succede per davvero perchè il vero problema è la resistenza di ogni madre che non sa dire apertamente che un figlio si fa in due e deve crescere con due genitori e non solo lei, e si contano sulle dita di una mano le donne capaci di ammettere il loro egoismo. i figli servono ad ottenere altro, questa è la verità, altro che machilismo, è un opportunismo materno, abbiate il coraggio di ammetterlo. i bambini hanno bisogno dei loro genitori e dei loro nonni e non sono delle proprietà di nessuno. Quanto ci vuole a capirlo?
    Sebastiano

  11. Enrico ha detto...

    Da settembre 2008 vedo cambiata mia moglie, a gennaio con fermezza domando chiarimenti e spiegazioni, "non so', sono confusa" a giugno mi comunica che vuole la separazione, e che crescera' le bambine rimboccandosi le maniche(?) non so' ancora il motivo, non mi e' dato saperlo, ho provato a convincerla ad andare da un consulente , nulla da fare , ad oggi la lettera dell'avvocato chi la vista? e perche' crescere da sola le 2 bambine??
    enricozanardelli@alice.it

  12. La Redazione ha detto...

    in effetti la tua
    domanda sul fatto che da sola cresca i figli è almeno strana, ha percepito che
    tu te ne andrai?
    Enrico,
    Perchè tua moglie paventa l'idea di doversela cavare da sola?

    Le tue poche parole non sono di per sè sufficioenti per una valutazione di una scena che mi pare possa essere assai complessa
    e con sottointesi. Cosa possiamo fare per te?
    Redazione

  13. Enrico ha detto...

    Grazie per avere letto la mia, che voleva essere solo un breve e conciso messaggio,
    desidero far partecipi altri genitori, dunque autorizzo la pubblicazione
    scrivo da rezzato (BS) ed ho avuto il vs indirizzo perche' ho' visitato, invitato un amico.
    IL mio matrimonio e' molto simile ad altri, anche se tutti hanno sfaccettature differenti
    sposati da 13 anni, 2 figlie di 10 e 7 anni, fino a settembre 2008 mai un litigio o divergenze di opinioni, io impegnato sul lavoro e mia moglie partime in azienda di mio fratello.
    a settembre mi rendo conto che cristina mi evita ,o meglio, ha sempre impegni e cose da fare e non passiamo tempo assieme cerco di capire che e' appena cominciata la scuola, ad ottobre problemi di salute a sua nonna, a novembre gli impegni di lavoro... con gennaio ho preso di petto cristina ed ho domandato cosa stesse succedendo e cosa volesse fare per trovare una soluzione al disagio. non so', sono confusa, queste le uniche parole preoccupato per la sua salute(calo di peso, nervosismo, sbalzi di umore ) credevo ad una forma di depressione o di inzio esaurimento, ed ho subito proposto delle sedute da un consulente.
    questa mia proposta e' sempre stata rifiutata e quando ho fatto presente a sua madre che ritenevo la figlia forse depressa la risposta e' stata no' sta benissimo.
    a giugno mi ha detto che vuole la separazione, ma io non ho' ancora avuto notizie del suo avvocato,
    ho domandato il telefono del suo legale ed ha risposto no'
    ho chiesto un incontro con un consulente x trovare la soluzione migliore x le bambine ed ha risposto no'
    ho chiesto di andare in un consultorio per trovare una soluzione non distruttiva ed ha risposto no'
    non mi parla, ed anche le cose che riguardano le figlie non me ne porta a conoscenza.
    non e' mia intenzione allontanarmi dalle figlie, anche perche' ad ora non conosco il vero motivo di questa situazione.
    grazie
    enricozanardelli@alice.it

  14. La Redazione ha detto...

    Caro Enrico, spero che qualsiasi motivo possa venire fuori, tu non perda mai la buona abitudine di rimanere con le tue figlie !
    Una cosa è la tua relazione con la tua compagna, ed un altra quella che hai con le bambine.
    Non credi che le du cose siano profondamente distinte?
    Da non confondere e non sovrapporre neppure emotivamente.
    Loro non hanno responsabilità nelle scelte fra di voi ed è bene che non ti perdano. Noi siamo genitori ad oltranza, questo fa di noi dei genitori determinati sia come persone che come riferimenti affettivi.
    In bocca al lupo Enrico, la tua mail l'abbiamo in vista, chissà che a qualcuno non venga voglia di scriverti.
    Se serve altro....noi siamo qui, il nostro cell lo trovi qui•
    http://www.genitorisottratti.it/2009/03/chi-siamo.html
    cerca dir ecuperare la tua relazione se è possibile, divider la famiglia non giova a nessuno.
    La Redazione

  15. mauro ha detto...

    Tempo fa pubblicai quanto segue :
    Mia moglie ha chiesto la separazione ,viviamo in una casa in affitto e la nostra situazione economica ultimamente non è tra le migliori,ora come ora non possiedo un lavoro stabile,il mio ultimo reddito è stato di circa 10 mila €, mia moglie lavora stagionalmente e il suo reddito dimostrabile è di circa 4 mila € all‘anno. L’affitto è di circa 650 € al mese, dobbiamo circa 20 mila € alla banca da restituire in ratte da 500 € al mese più si aggiungono tutte le altre spese. Dovendo vivere separatamente in diverse case come chiede mia moglie,con aggravio delle spese che ognuno di noi dovrà sostenere e vista la nostra situazione economica c’è possibilità che nostro figlio 15enne ci venga tolto e affidato ai servizi sociali?
    P.S. mia figlia maggiorenne vive per conto suo e ha un lavoro stabile
    Anticipatamente Grazie

    Dopo questo avvenimento, dopo un tira e molla per convincere mia moglie a farci seguire da psicologi, siamo quindi arrivati al dunque con l’aiuto tardivo di mia figlia e fissato il primo appuntamento per mia moglie per sabato 7 novembre . Venerdi 6 nov. mia moglie prende e sparisce senza dirmi niente con mio figlio 15 enne. Mia figlia avendo avuto il compito ingrato di dirmi telefonicamente che la madre aveva preso il treno e andata via altro non ha saputo dirmi. Non so dove sia mia moglie e mio figlio e che futuro gli deve dare , si è fata scudo sempre incaricando la figlia che a fato mandare una lettera dal suo avocato che ancora oggi martedì 10 nov. ancora non ho ricevuto. Mi è stato consigliato di fare una denuncia ma non vorrei farla . cosa mi devo fare? Cosa rischia mia moglie e io per quanto riguarda il minore? Come allora siamo in una situazione finanziaria pessima ,lavorava solo mia moglie e non in regola guadagnando circa 600 € al mese e con il lavoro stagionale dichiara circa 4 mila € l’anno. Probabile che io abbia trovato un lavoro, lei non so cosa stia facendo nel luogo in cui si trova , (molto probabile,quasi sicuro visto che tempo fa accennò di trasferirsi per riflettere in Sardegna da suo fratello) mio figlio per ora non va più a scuola, cosa può succederci e succedergli.

    Rispondetemi anche nella casella di posta elettronica r.peddis@libero.it
    Anticipatamente Grazie

  16. Anonimo ha detto...

    PER MAURO
    A TUTTI I PADRI CUI E' STATO SEQUESTRATO UN FIGLIO DALLA MADRE E DAL TRIBUNALE, CONSIGLIO VIVAMENTE DI RICORRERE ALLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA DI STRASBURGO PER VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI E COSTITUZIONALI.
    E' PIU' FACILE DI QUANTO SEMBRI, NON BISOGNA ANDARCI DI PERSONA (SOLO L'AVV. CHE TRATTA VARIE CAUSE) E FORSE DI UGUALE ESBORSO, VISTO CHE QUALSIASI RICORSO IN ITALIA SONO SOLDI BRUCIATI A COMBATTERE UN SISTEMA CHE ESAUTORA I MASCHI E LI VUOLE MORTI.
    TALE CORTE E' POCO CAVILLOSA E PIU' PRAGMATICA NEL VERIFICARE IL COMPORTAMENTO DELLE NOSTRE ISTITUZIONI GIUDIZIARIE, PARTENDO NON DALLA REGOLA TRAVISABILE, MA DALL'ELUSO OBIETTIVO DELLA LEGGE A GARANZIA DELL'INTERESSE VERO DEL MINORE RESO ORFANO:
    AVERE 2 GENITORI DA CUI ESSERE FORMATO EMOTIVAMENTE E CULTURALMENTE !

  17. barbara ha detto...

    SONO Barbara...mi sono stufata il 20 luglio mi e' stato portato via il bambino di 12 anni e andava tutto bene poi sono arrivati gli assistenti e l' anno messo in una casa famiglia.Lui e noi siamo distrutti lui ha detto che si trova male piange e va male a scuola e' ora di finirla che possono decidere di rovinare bambini e famiglie senza controllaregrazie perlo sfogo

  18. massimo ha detto...

    Penso che la sottrazione dei genitori hai nostri figli sia una cosa ormai di SISTEMA!! sono disponibile per qualsiasi iniziativa per dimostrare la solidarieta' verso i padri oppure le madri che vengono tolti i figi senza un giustificato motivo.
    forza e coraggio , non perdete la speranza!!!

    musacchi massimo
    FERRARA

  19. Redazione ha detto...

    Massimo, lasciaci la tua mail, grazie

  20. ALESSANDRO ha detto...

    è VERO CHE LA GIUSTIZIA CI RUBA I FIGLI A CIò DOBBIAMO RICHIEDERE SUBITO UNA RIFORMA DELLO STATO DI FAMIGLIA , ANCHE PER CHI COME Mè LA MADRE DI MIO FIGLIO HA RICHIESTO L' AFFIDAMENTO AL COMUNE E NON AL PAPà VISTO CHE NEL MIO PAESE CON L' ENTE AFFIDATARIO PRECEDENTE SI POTEVA TUTELARE IL MINORE CON L' ATTUALE SINDACO DI GRAGLIA BI LO HA PORTATO VIA IN UNA CASA FAMIGLIA UN RAGAZZINO DI 13 ANNI CON SANI PRINCIPI MORALI ED EDUCATIVI

  21. Anonimo ha detto...

    IO MI CHIAMO BARBARA E SONO DI FAENZA ANCHI'IO MI VOGLIO RENDERE UTILE ANCHE PERCHE' NON AVREI MAI PENSATO DI TROVARMI IN QUESTA SITUAZIONE E SONO D'ACCORDO QUANDO DICE LO STATO RUBA I FIGLI E MI SEMBRA ANCORA PIU' ASSURDO ESSERE NELLE MANI DI ASSISTENTI SOCIALI CHE IL PIU' DELLE VOLTE NON CAPISCONO E I BAMBINI DIVENTONO SOLO NUMERI .SAREBBE ORA CHE LA LEGGE CAMBIASSE E SE QUALCUNO SBAGLIA PAGHI ...........

  22. David ha detto...

    Barbara di faenza! Mi chiamo David Benerecetti e stiamo creando un Comitato per la difesa della bigenitorialita. Scrivimi a benerecettidavid@libero.it Ci stiamo gia muovendo a livello locale in varie direzioni!Ti aspetto!

  23. Anonimo ha detto...

    Ciao a tutti.
    Sono mesi che sto portando avanti una mediazione familiare difficile e al momento ancora non so dove mi/ci porterà...
    Provo un sentimento di disorientamento, non avendo ancora iniziato il percorso che ogni giorno di piu' mi sembra come ineluttabile e predestinato, un percorso fatto di dolore, in primo luogo per mio figlio, che ancora non sa nulla di cio' che potrebbe essere....
    Ma non voglio, ora che ho ancora la lucidità necessaria per vedere oltre la mia personale situazione ancora tutta in divenire, scrivere qui di me...
    Sono semplicemente uno dei tanti, con una storia uguale a quelle di tanti altri/altre....
    Credo pero' sempre piu' che i tempi siano maturi per tutte le parti sociali, padri e madri, donne e uomini, che vogliono veramente vivere con dignità il loro rapporto con i loro figli, di dire ...

    basta..... voi non ci rappresentate più...

    Quella parte anche se "piccola" di società che noi incarniamo DEVE alzare la testa, donne e uomini insieme, magari divisi perche' l'amore e' finito, ma uniti nel voler vedere rispettato quello che "grano salis" sembrerebbe una banalità... poter voler bene ai prori figli avendone la possibilità nel loro quotidiano...
    E' evidente che Fabrizio ha tutta la mia solidarietà, ma in definitiva oltre a non sentirsi solo che cosa se ne fa? Che cosa ce ne facciamo noi, madri e padri?
    Sono sempre piu' convinto che sia un errore aspettare che la "legge" (o una sua equa interpretazione) cada dall'alto come un deux ex machina.
    Non arriverà mai nessuno in nostro soccorso, non ci sarà mai nessuno che possa modificare ciò che vediamo oggi....
    Che fare allora? come riuscire a rompere questo schema sociale, economico, fatto di interessi forti e di consuetudini consolidate e supinamente accettate?
    Lo sciopero della fame è una strada che anch'io mi sono riproposto come estrema ratio, ma come possiamo vedere sembra che fino ad ora non abbia sortito alcun sostanziale effetto. E poi anche se un giudice si prendesse la briga di risolvere il "caso" di Fabrizio, quanti altri ancora vivono lo stesso calvario?
    Se allora non puo' essere di tutela la legge e il tribunale che cosa puo' cambiare questo stato di cose?
    Credo sempre piu' che la risposta DEBBA essere una presa di coscienza sociale da parte della società stessa che i tempi sono cambiati, che gli attori, madri e padri e figli, meritano piu' rispetto e piu' tutela di quanto sia stato fatto fino ad ora.

    Credo, e non avete idea di quanto mi faccia piacere, che donne e uomini, non solo uomini ma anche donne, di buona volontà vogliono ora e adesso le stesse cose: avere pari opportunità negli affetti come nel lavoro e nella vita...

    Contiamoci perchè secondo me siamo tanti, provenienti da mondi diversi, da diverse realtà, ma in definitiva vogliamo le stesse cose. Qui, mi sembra, non si tratta piu' di pochi "padri sfigati", qui e' in gioco molto di piu' ...
    ...la DIGNITA' dell' essere umano......
    gluca.cuomo@fastwebnet.it

  24. Eraldo ha detto...

    Sono disperato!
    Mercoledì 21 settembre 2011 sono stato buttato fuori di casa, come un delinquente e anche peggio forse.
    In questo ultimo anno le cose non andavano bene e mi prendo tutta la mia responsabilità, per non aver contribuito a far andare meglio le cose. Io i miei torti me li prendo tutti!
    Ma io vorrei scrivere questo pensiero da un mio personale, preciso che non sono sposato:
    "finché morte non ci separi, nel bene e nel male".
    In passato ho trasgredito pure io a questo, sono divorziato e mi rendo conto di essere un peccatore.
    E possiamo immaginare a non essere sposati, infatti, in nostre discussioni, ripetevo spesso questo e la risposta era che non mi aveva sposato.
    Io credo che sia facile per il bel nostro caro gentil sesso, la mia fidanzata è la mamma e può fare quello che vuole e pure proprietaria dell'appartamento. Non vi lascio dire.
    Esci da qua che non voglio aver niente a che fare con te! Come detto sopra, peggio di un delinquente.
    Sono entrato in casa senza far uscire una parola, con mio figlio che mi guardava in un modo che non vi dico. Mi sono preson due stracci in mano e sono uscito, sono stato dai Carabinieri per segnalare l'accaduto, di non aver abbandonato mio figlio di tre anni! Di essere stato buttato fuori.
    E poi ho girovagato per trovarmi un alberghetto.
    Pazzesco!
    Vedrò mio figlio sicuramente a rate, come un mutuo e mio figlio purtroppo sta per essere considerato come una rata del mutuo!
    Pazzesco! Ma non so se ci rendiamo conto e solo perché l'uomo deve stare zitto, ha torto in tutto e per tutto. C'ero anch'io quella sera del concepimento e non è arrivato per un preservativo bucato!
    Pazzesco! Pazzesco non vedere mio figlio e anche la mia fidanzata miei cari, al mattino quando si svegliano, quando vanno all'asilo, quando al sera torno a casa e vuole giocare con me. Con il suo trenino di legno.
    Sono disperato, qualcuno mi può dare dei consigli? Su cosa fare e sopratutto cosa non fare?
    Grazie....

  25. Giuseppe Petrozzi ha detto...

    Ho inviato il seguente testo alla Tavola Valdese:

    Da molti anni devolvo il mio 8 per mille alla Chiesa Evangelica Valdese
    . Recentemente ho però scoperto
    che la Tavola Valdese dà il suo contributo finanziario ad organizzazioni come ZeroViolenzaDonne
    e Le Onde
    http://www.ottopermillevaldese.org/documenti/approvati_italia_2011.pdf
    47 Ass. Le Onde Onlus Centro antiviolenza per donne e minori che subiscono violenza 30.000,00
    281 Zeroviolenzadonne Onlus zeroviolenzadonne.it 30.000,00
    (addirittura questo contributo risulta per ZeroViolenzaDonne l'unica fonte di finanziamento nel 2009 e nel 2010)
    http://www.zeroviolenzadonne.it/amici.php
    http://www.zeroviolenzadonne.it/index.php?option=com_content&view=category&layout=blog&id=230&Itemid=91

    I “centri antiviolenza” in generale svolgono un'azione meritoria. Tuttavia gruppi come
    quelli citati assumono posizioni decisamente conflittuali, adatte più ad incitare all'odio e alla
    violenza che a combatterla"
    Tali associazioni sono in
    stretto contatto con lo spesso lincato “Femminismo a Sud”.

    Vedi a puro titolo d’ esempio:

    http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2012/02/13/firenze-no-alla-pas-e-le-bugie-dei-padri-separati/#more-15376
    Tali associazioni sono impegnate, come ben si vede osservando i loro siti, a contrastare l'applicazione dell' “affido condiviso” dei figli a
    seguito della separazione dei genitori previsto dalla L.54/2006
    http://www.camera.it/parlam/leggi/06054l.htm e delle recenti proposte di miglioramento in
    discussione come il ddl 957, http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00326101.pdf, ddl 2454 (http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/testi/36083_testi.htm), ddl 2800 (http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/testi/37062_testi.htm)
    Tali associazioni contribuiscono ad inasprire il conflitto incitando facilmente a fare denunce senza un’ adeguata
    opera di filtro. Infatti, nel denunciare un generale aumento dei maltrattamenti in famiglia, il
    P.M. Carmen Pugliese, riguardo alla diffusione delle accuse strumentali nelle
    separazioni, in un’intervista pubblicata su L’eco di Bergamo del 31 gennaio 2009 va diretta al
    punto: (
    http://www.paternitaoggi.it/public/post/spesso-i-maltrattamenti-denunciati-in-fase-di-separazione-sono-falsi-192.asp)
    (http://www.youtube.com/watch?v=A5Pj9ES-TCg)

    La risoluzione dei conflitti, insiti nella separazione, per l'affido dei figli, passa invece per
    il riconoscimento del principio della Bigenitorialità: con la separazione, madre e padre
    smettono di essere una coppia, ma rimangono entrambi genitori con pari presenza e pari
    responsabilità. Ed è proprio il non applicare questo principio che genera grande
    frustrazione e può nei più fragili portare ad inconsulti atti violenti.

    La Bigenitorialità ha valore civile nella nostra Costituzione, che contempla la parità dei
    sessi (art.3) e degli obblighi di entrambi i genitori nei confronti dei figli (art.29 e art.30), e anche valore religioso ove si
    consideri il comandamento “onora tuo PADRE e tua MADRE”
    .
    Il principio della Bigenitorialità può essere favorito da un lavoro di mediazione non certo
    dall'inasprimento del conflitto che risulta dalla contrapposizione giudiziaria civile e penale
    (da cui, non dimentichiamo, esce una parte vincitrice e una parte vinta). L'intervento delle
    organizzazioni femministe come quelle sopra citate, e finanziate dalla per altro meritevole
    Tavola Valdese, va invece nella direzione dell'inasprimento del conflitto, a danno soprattutto
    dei figli.

    Per tali motivi chiedo ragionevoli rassicurazioni al riguardo in mancanza delle quali
    avviso fin da ora il che non potrò più dare il mio 8 per 1000 alla Tavola Valdese.

    In attesa di un riscontro anche interlocutorio
    , invio i miei rispettosi saluti

    Giuseppe ***

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