UNIVERSITA’ DEL SALENTO
FACOLTA’ DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE
SCIENZE POLITICHE E SOCIALI
CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELLA PROGETTAZIONE
ED ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI SOCIALI
TESI DI LAUREA
IN DIRITTO DI FAMIGLIA E MINORI
DIRITTO ALLA BIGENITORIALITA' E DETENZIONE
La bigenitorialità è un valore inviolabile della nostra società.
"È un principio teorico in base al quale un bambino ha un legittimo desiderio, ovvero una sorta di diritto naturale a mantenere un rapporto stabile con entrambi i genitori, anche nell’ipotesi che questi sono separati o divorziati, o come nel caso discusso in questa tesi,quando i due sono separati per la detenzione di uno od in alcuni casi d’entrambi i genitori.
Tale naturale diritto ha origine dal fatto che essere genitori è una responsabilità che si prende nei confronti dei figli e non dell'altro coniuge, perciò esso non può e non deve essere condizionato da un'eventuale separazione o detenzione."....
Cosi' inizia questa tesi di laurea che vede trattato un tema da un punto di vista detentivo, un aspetto certamente da approfondire visto l'alto numero di carcerati sul territorio italiano, le difficoltà legate all'aspetto frequentativo dei figli, e non solo, che comporta la detenzione.
Invito alla lettura
Il file intero lo potrete scaricare al seguente link:
http://www.ristretti.it/commenti/2013/maggio/pdf3/tesi_cinti.pdf
La redazione
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Mancano i presupposti di pericolosità e gravità della condotta
Non scattano le manette per violenza privata al padre separato che vuole energicamente un colloquio con il figlio a scuola, visto che mancano i presupposti di pericolosità e gravità della condotta, la quale non lede l'integrità della vittima.
Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 19264 del 3 maggio 2013, ha respinto il ricorso del Procuratore della Repubblica di Novara contro la decisione del Tribunale che ha bocciato la richiesta di convalida dell’arresto nei confronti di un padre separato per il reato di violenza privata.
Il 50enne era stato indagato per avere usato la forza per impedire alla preside dell'istituto scolastico frequentato dalla figlia minore, e alla moglie separata, di opporre resistenza al fatto di sostenere un colloquio con la figlia, non propensa al colloquio stesso.
Il Tribunale ha ritenuto che non si siano configurati i presupposti di pericolosità e gravità della condotta, visto che al momento dell'intervento della polizia non era in atto un’aggressione da parte dell'uomo e i fatti sono stati semplicemente descritti dalle persone informate presenti sul luogo.
La quinta sezione penale, in linea con la Corte territoriale, ha osservato che in tale situazione la giurisprudenza esclude che si tratti di una costanza di flagranza, o quasi flagranza del reato: insomma, non sono ricorsi i presupposti di pericolosità e gravità della condotta, che non si è dimostrata lesiva dell'integrità delle vittime; oltre al fatto che l’uomo non è risultato essere un pregiudicato.
«A ciò va aggiunto, spiegano gli Ermellini - che la motivazione esibita dal giudice del merito evidenzia un apparato argomentativo logico ed esaustivo, sia per la ragione appena evidenziata che per l'effettuazione, in essa contenuta, della valutazione non solo della gravità del fatto, ma anche della pericolosità del soggetto, tale da far escludere che ricorressero i presupposti per l'arresto facoltativo: una valutazione in sé plausibile che, per tale ragione, resta comunque sottratta al sindacato della Corte di legittimità».
Fonte: www.cassazione.net
Diritto di visita no, collegamenti via Skype sì. Nell’ambito della causa di divorzio, all’esito di un rapporto molto conflittuale, via libera alla videoconferenza se i figli minori hanno difficoltà emotive a incontrare il genitore non collocatario.
È quanto emerge da un’ordinanza depositata dalla nona sezione civile del tribunale di Milano (presidente ed estensore Olindo Canali).
Un collegamento via Skype alla settimana, per sette volte in via sperimentale, con i servizi sociali del Comune chiamati a monitorarne i risultati e a riferire all’autorità giudiziaria. È la soluzione scelta dal tribunale in attesa che si concluda la causa: i figli, in rotta con la madre lontana, sono collocati presso il padre.
La donna, intanto, è tornata in Francia. E allora la videochiamata può essere il mezzo per favorire la riabitudine allo scambio emotivo tra la madre lontana e i minori, ancora refrattari all’incontro dal vivo.
È la giurisprudenza della stessa Corte europea dei diritti dell’uomo a chiarire che «le misure deputate a riavvicinare il genitore con suo figlio devono essere attuate rapidamente, perché il trascorrere del tempo può avere delle conseguenze irrimediabili sulle relazioni tra il fanciullo e quello del genitore che non vive con lui». Con un severo monito all’Italia i giudici di Strasburgo hanno ricordato che i provvedimenti dell’autorità non devono risolversi in «misure stereotipate ed automatiche».
L’onere di assicurare il collegamento Skype grava su entrambi i genitori, che dovranno predisporre il pc o lo smartphone, e per le prime videochiamate dovrà essere presente il padre, in modo di assicurare quanto meno il “decollo” di questa nuova forma di scambio “tecnologico” tra la madre e i minori: il tutto per poter poi organizzare un incontro dal vivo, superando le ritrosie dei figli.
E con soddisfazione dei servizi sociali che hanno difficoltà a gestire i rapporti con il villaggio transalpino dove è tornata a vivere la donna.
Fonte: www.cassazione.net
La madre affidataria del minore, che viola il diritto di visita del padre, ne risponde penalmente se non riesce a dimostrare, mediante testimoni, che l'incontro è saltato a causa di un categorico rifiuto del bambino.
È quanto affermato dalla Corte di cassazione con la sentenza n. 17594 del 17 aprile 2013.
La sesta sezione penale ha quindi confermato il verdetto di colpevolezza a carico di una madre che si era rifiutata di consegnare il figlio all'ex, nei giorni stabiliti dal giudice.
La donna aveva sostenuto che il bambino si era rifiutato categoricamente di vedere il padre e aveva avuto una crisi isterica. Una tesi, questa, che è stata respinta dai giudici di merito e di legittimità. Infatti, senza testimoni, il rifiuto del bambino non può essere dimostrato.
Nel caso di specie, la Corte d'appello, richiamando anche, per relationem, la motivazione della sentenza del Tribunale, ha evidenziato come dalle dichiarazioni rese dai testi sia emersa la mancata consegna del minore al padre, in violazione del diritto di quest'ultimo di vedere il figlio, nel giorno stabilito.
D'altronde, quanto assume la difesa in merito ad una resistenza del bambino, che avrebbe indotto la madre a non affidarlo al padre, non trova alcun riscontro in atti, né nelle deposizioni testimoniali.
Fonte: www.cassazione.net
...Si noti che, anche in questo caso, come negli altri già analizzati, non viene neppure ventilata l'opportunità - non diciamo di un'inversione dell'affido (che pure sarebbe sacrosanta, essendosi l'affidataria esclusiva rivelata inidonea a preservare il diritto del minore al rapporto equilibrato e continuativo con l'altro genitore) - ma neppure ad una conversione dell'esclusivo in condiviso.
Un agente di Polizia Penitenziaria M.C. - attraverso un ricorso al TAR della Lombardia, per il tramite della UIL Penitenziari Provinciale dell'Aquila, e grazie al contributo degli avvocati Francesco Cantelmi e Fabio Liberatore - è riuscito a recuperare il diritto di stare vicino a sua figlia e che, in maniera del tutto ingiusta, secondo il sindacato di categoria, gli era stato negato dalla sua Amministrazione di appartenenza.
L'uomo, di stanza presso il carcere di Bollate a Milano e padre di una bambina - pur avendo avuto il diniego dal Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria nel maggio 2012 circa la richiesta di benefici ex art 42 bis del D.Lgs 151/2001, per accudire la figlia insieme alla moglie, attraverso il distacco lavorativo dalla sua sede di Milano in quella di Sulmona - si è riappropriato di un suo diritto e per questo motivo, per tre anni, su espressa sentenza emanata dal TAR della Lombardia, potrà lavorare e vivere vicino alla sua famiglia e svolgere così come si deve le funzioni di padre.
"Nulla ha potuto fare - rileva la UIL penitenziari - l'avvocatura dello Stato contro la denuncia avanzata dall'agente, di illegittimità: per contrasto con diversi artt. della Costituzione, con la Convenzione sui Diritti dell'Infanzia e con l'accordo siglato dall'Amministrazione Penitenziaria con i sindacati di categoria nel 2005; nonché per eccesso di potere, sotto varie figure sintomatiche.
Il ricorso avanzato dall'agente, infatti, secondo il Tribunale Amministrativo, risulta fondato e quindi meritevole di accoglimento".
L’Associazione
Genitori Sottratti, ricorda agli Amici, Simpatizzanti e Associati 2012,
che la Campagna di Adesione Associativa 2013 è sempre aperta.
SE SEI UN GENITORE SEPARATO ATTIVO O SEI UNA PERSONA CHE CREDE NEL DIRITTO DEL MINORE AD AVERE DUE GENITORI e QUATTRO NONNI, ALLORA SALI A BORDO !
PER ISCRIZIONI:
fai un bonifico a : ASS. GENITORI SOTTRATTI di euro 40
IBAN - IT 14 H 02008 37130 000101774455
Causale: Quota 2013, inserire poi Nome ,Cognome, Indirizzo e mail e numero tel o cell.
DESIDERIAMO
rinnovare a tutti il nostro costante impegno per la diffusione del concetto della Bigenitorialità,
aspetto collegato alla Vostra condivisione e desiderio di essere
parte del cambiamento, alla vostra voglia di essere protagonisti anche laddove le sentenze sancite, spessopaiono
lontane dall’interesse dei nostri figli e del nostro legame con loro.
VOGLIAMO
allargare sempre
più la base associativa per dare un segnale di forza e consapevolezza sociale, alle
istituzioni e a quelli che come noi non si sentono in pace. Sono
troppe le richieste di giustizia familiare, e sempre maggiori le
richieste di far emergere il disagio e le procedure troppo spesso al
limite adottate nella separazione forzata imposta verso i nostri figli.
ESISTIAMO
e insieme a Voi, saremo sempre più rappresentativi di un impegno etico e sociale nel far emergere con decisione le richieste crescenti di quei genitori che come noi non intendono
mollare affatto questa battaglia per il diritto minorile, che rappresenta un grande valore,
quello della relazione coi nostri figli anche dopo la separazione
dall’altro coniuge.
RICORDIAMO
a tutto il mondo politico, istituzionale e non solo, che l‘unica separazione da
evitare è quella dai figli, e che si può esaurire un legame fra adulti in civiltà e rispetto delle parti,
ma mai la relazione coi nostri figli, ed in merito a questo ci
proponiamo di favorire il cambiamento delle leggi in materia anche grazie ad una consapevolezza più allargata e alla vostra partecipazione alla vita associativa.
L’Associazione
Genitori Sottratti - Emilia Romagna è una organizzazione di
volontariato non una realtà commerciale, offre agli associati consulenze "terze" presso legali e psicologi convenzionati a prezzi "calmierati", esiste solo se
esistete Voi, col vostro impegno e contributo economico annuale, un contributo
indispensabile per produrre materiale promozionale
da diffondere alla popolazione e alle istituzioni ma anche per produrre il materiale divulgativo e ciò che occorre in occasione di manifestazioni, convegni ed
ogni altro evento per il quale diventa determinate la nostra presenza.
Dallo scorso anno siamo
parte del Coordinamento Interassociativo Colibrì, di cui il nostro Presidente associativo è anche Responsabile delle Pubbliche relazioni e della Comunicazione. Colibrì è una coalizione di
associazioni, che si coordinano per incrementare la sensibilità
necessaria nell‘ascolto delle nostre istanze. Vi invitiamo a visitare il link: www.colibri-italia.it/p/chi-siamo.html.Siamo
reperibili per ogni informazione al numero telefonico: 331 1070 599,
numero attivo anche per un eventuale primo sostegno telefonico.Vi contatteremo per spedirvi la tessera 2013 appena il bonifico sarà accreditato e appena riceveremo il foglio della privacy, debitamente compilato all'indirizzo mail: r.castelli.posta@libero.it, modulo scaricabile da questo link:
www.rc-comunicazione.it/images/gs/Iscrizione%2Bprivacy_GS.pdf
La redazione
Parte dal convegno a Roma del 19 Aprile un analisi sul fenomeno dei minori fuori famiglia,
"Il costo sociale della crisi familiare" un analisi sui bambini che vengono tolti alle famiglie e disposti in altri luoghi. Un convegno del Coordinamento Colibrì che ha messo in contatto vari protagonisti della scena sociale, osservatori e istituzioni.
La sintesi delle relazioni è tradotta in interventi video della durata di circa 20 minuti ciascuno, il cui elenco è dettagliato in fondo.
Dall'intervento a base di numeri e cifre di Nestola, alla presentazione di un documento medico-statistico sulle criticità, del Dott. Vezzetti, al contributo del Giudice Morcavallo, intressante la proposta sull'aspetto "mantenimento" dei minori, del Avv Pillon, e i riscontri medico psichiatrici del Prof. Villanova, a tutti gli altri interventi che rappresentano un bagaglio culturale a cui ogni addetto ai lavori e non, ora può accedere per aggiungere consapevolezza sul tema.
I VIDEO DELLA GIORNATA-Dr. Massimo Rosselli del Turco:
http://youtu.be/pEKO-ENqzC8Introduzione e presentazione progetti
- Dr. FABIO NESTOLA:
http://youtu.be/AGU_mkQeo8oIl Costo Sociale della crisi familiare, numeri.
- Dr. VITTORIO VEZZETTI:
http://youtu.be/fgXJOkHzFqEPresentazione del documento "Minori fuori famiglia" prima analisi statistica delle criticità
- Prof. MATTEO VILLANOVA:
http://youtu.be/h7S-wR8qT8jYBuone prassi educativo pedagogiche nel rischio evolutivo e genitoriale e riduzione della spesa pubblica.
- Dr. MARCO DE AMICIS :
http://youtu.be/zHUPyp-OnJEIl ruolo del Garante dell'Infanzia, e valutazioni sulle attività svolte.
- On. LUDOVICO TODINI:
http://youtu.be/QjkSZ-SIjOUCosti sociale e familiari per gli enti locali.
- Avv. SIMONE PILLON:
http://youtu.be/n53SZbUGI9oL'obbligo di mantenimento della prole a carico di genitori separati o divorziati, tra diritto e quotidianità.
- Avv.MATTEO SANTINI:
http://youtu.be/6AMW_S2VDTsI criteri di quantificazione dell'assegno di mantenimento
- Dr. FRANCESCO MORCAVALLO:
http://youtu.be/XKjCxW-2RW0Famiglie in crisi, evoluzione del concetto di famiglia e di crisi.
- ANTONIO MATRICARDI :
http://youtu.be/ta3cfXY-lsUChi paga il prezzo della crisi familiare.
Buona visione a tutti.